Cosa farà il Comune ?

I vandali colpiscono ancora

Quando nel 2016 il grande artista sud africano William Kentridge ,nato a Johannesburg, finì il murale  che ricopre per una lunghezza di 550 metri i muraglioni del lato destro del Tevere a Roma, e che fu inaugurato nello stesso anno a Natale,

pronosticò la sua durata in 5 anni; ma si sbagliò perché i danni provocati alla gigantesca opera dai vandali, per la seconda volta negli ultimi mesi, rendono problematico un ritorno allo stato primitivo. Persone incivili hanno deturpato le figure realizzate con grande maestria e con una tecnica inconsueta dal grande Maestro.

Questa grande opera rappresenta un esempio di Street Art, promossa all’epoca dall’architetto Luca Zevi, consistente nell’utilizzo della idropulitrice, lo stesso strumento usato dall’Ama.

Kentridge , al suo esordio come pittore, si era molto adoperato a contrastare nella sua città natale l’Apartheid, e amava già all’epoca usare la tecnica del togliere e mettere, tecnica da lui usata nei muraglioni del Tevere.

Per Il murale, che ha come titolo Trionfi e Glorie di Roma l’Artista ha tratto ispirazione dalla colonna Traiana, da Goya, dalla Dolce Vita, non dimenticando storie dolorose , come la studentessa Giorgiana Masi, uccisa nel 1977 a Ponte Sisto e l’uccisione di Moro

Ma il DNA del murale era già scritto da allora, esattamente come fu per tante avanguardie che come nacquero, così morirono, lasciando però tracce indelebili capaci ognuna di aprire una nuova pagine di storia. Successe a Picasso che mentre lui già volgeva il suo sguardo attento e curioso altrove, i suoi seguaci erano tutti presi da questa nuova avanguardia, il Cubismo. Accadde anche al Dadaismo e ai suoi proseliti, che ,usi alle loro frequentazioni nello storico Cabaret Voltaire, parlavano e facevano apparenti idiozie. Queste ‘’idiozie, però tentavano di creare dei simboli di diversificazione dal passato , introducendo il nuovo discorso delle avanguardie: rottura totale con il passato, creazione di una nuova arte, la così detta ‘’Arte effimera,,

Ne sapeva qualcosa Il grande Bernini con le sue installazioni effimere eseguite per le famose Quarantore

All’epoca del Bernini i fedeli amavano andare ad assistere alle ‘’Quarantore,, che osannavano al periodo trascorso da Gesù tra la sua morte ( venerdì) e la sua resurrezione (domenica mattina) La chiesa commemora questa data con l’adorazione del SS Sacramento