Noi che amiamo Roma Via giulia e la chiesa di S. Eligio degli Orefici    

Quante volte abbiamo passeggiato lungo via Giulia senza sapere che in una piccola traversa si nasconde un grande capolavoro rinascimentale, la cappella di S.Eligio. La piccola chiesa fu, voluta dalla corporazione degli orefici per distinguersi dalle altre corporazioni meno qualificate , come i Ferrari e i Sellari, che con loro erano in condominio . Gli Orefici godevano di grande stima per la loro professionalità e decisero quindi di presentare il progetto di una nuova chiesa a loro dedicata, che potesse essere anche il loro luogo di riunion, a Papa Giulio II delle Rovere, che nel 1509 ne dette l’approvazione . Fu redatto lo statuto e finalmente fu possibile conferire l’incarico a Raffaello ,che purtroppo ne fece solo il progetto a causa della sua morte prematura. Nel 1526 fu portata a compimento da Baldassarre Peruzzi e Aristotile da Sangallo. Nel 1601 la facciata crollò e fu ricostruita da Flaminio Ponzio. E’ bene ricordare che all’epoca il Tevere scorreva a lato della chiesa e non essendoci la protezione dei muraglioni , scorreva e a volte devastava tutto il suo lato sinistro . Tutta la zona è quindi imbevuta di umidità.

                                               LA CHIESA

La piccola cappella è dedicata a S.Eligio degli Orefici 590-665,   orefice, vescovo di Noyon, protettore degli Orafi. E’ una costruzione a pianta centrale con i suoi bracci di lunghezza uguale. Il suo interno ha tutte le caratteristiche delle strutture rinascimentali, armoniose, semplici nella loro eleganza, con precisi riferimenti all’Arte Classica. All’interno le pareti sono mirabilmente affrescate da vari artisti molto operativi all’epoca come Taddeo Zuccari.

Il progetto della chiesa fu approvato da Giulio II con l’intento di crearne un luogo di riferimento della sovranità papale e sotto un piano umano doveva rappresentare la liberazione dalla supremazia delle grandi famiglie romane come i Colonna, gli Orsini , che a Roma la facevano da padroni, riempiendo con i loro fatti e misfatti le cronache dell’epoca. Quindi a tale scopo  Papa Giulio favorì l’ingresso a Roma delle famiglie fiorentine, e con la costruzione della Via Giulia, a lui dedicata, si attuò un nuovo scenario urbanistico, divenendo il simbolo del salotto romano, colto e potente.

                    

Il progetto della strada fu del grande Bramante e suo era anche il progetto incompiuto del Palazzo dei Tribunali ,a nord della strada, di cui rimangono solo i grandi sedili in pietra che avrebbero dovuto affiancare l’edificio.

All’inizio sud della strada vi è il famoso ed elegante arco-ponte che avrebbe dovuto collegare il Palazzo Farnese con la Farnesina