PALAZZO BONAPARTE

Oggi, 4 ottobre 2019,nello storico Palazzo Bonaparte a Roma, vi è stata la confereza stampa per la presentazione di una imperdibile mostra dedicata agli ''Impressionisti Segreti,,capolavori che tutti conosciamo ma che appartenendo a privati, non si possono vedere.

Il Palazzo, splendido edificio barocco, si chiama così perchè apparteneva  alla madre di Napoleone, Maria Letizia Ramolino e fu la sua residenza fino alla sua morte. Nela stupenda sede composta da 9 stanze, ella visse molti anni frequentando alti prelati e aristocratici, coducendo una vita riservata; quando in vecchiaia non ebbe più la possibilità di muoversi agevolmente, amava spiare il passeggio della folla che camminava nella sottostante piazza Venezia. Aveva fatto dipingere da grandi artisti le pareti dei saloni con paesaggi romantici e decori in stile. Amava riempire le stanze con i fiori e al suo servizio vi erano camerieri in livrea. Molti oggetti di arredo sono ora consevati nel Museo Napoleonico di Roma.

la mostra ospita opere esclusive dei più grandi Artisti impressionisti come Renoir, che amava dipingere non solo paesaggi, ma soprattutto donne di aspetto dolcissimo,Monet, di cui è presente un quadro fatto di nulla,''L'Isola delle ortiche,,con alberi incorporei immersi in una luce delicatissima .Ma la mostra prosegue con altri impresssionisti, ogni quadro è di una bellezza unica.

Nella tematica della mostra seguono gli artisti cosiddetti del ''Post Impressionismo,,nato nel 1886

 sulle orme del loro ispiratore ,Seurat e a seguire Signac. Il nome lo ebbero dal critico Felix Fènèon . La tecnica consisteva nel non mescolare i colori sulla tavolozza ma accostarli direttamente sulla tela. Meno istintivi, più programmati, seguirono le tracce di Seurat che aveva fatto degli studi approfonditi sulla luce.

Come effetto propedeutico alla mostra, di fronte all'ufficio Stampa  situato a piano terra,  era stato posto un lungo tavolo con pile di calici di cristallo, di varie dimensioni, posti in sequenza piramidale, in cui ogni sommità finiva con un calice, tra un bicchiere e l'altro correvano piccole luci, creando un effetto davvero suggestivo.I calici, a fine mostra servirono per servire gli aperivi ai giornalisti presenti.