Chiostro del Bramante   21 marzo-2 luglio

Jean-Michel Basquiat

Basquiat nasce a Brooklyn nel 1960 e muore a 27 anni per overdose.

 

Di lui si ricorda una frase che dice ‘’Io non penso all’arte quando lavoro, ma tento di pensare alla vita,,

Questa mostra in corso al Chiostro del Bramante , reduce da quella recentissima al Mudec di Milano, lo celebra con più di cento opere appartenenti tra l’altro, a vari collezionisti. Basquiat ,artista ormai di fama internazionale, fu soprannominato il ‘’Picasso nero, perché anche lui, come Picasso ,stravolse le dinamiche pittoriche dell’epoca.

Da bambino abbandonò la scuola e sia per guadagnare qualcosa e sia per desiderio di esprimersi, iniziò a dipingere su cartoni per venderli; Andy Warhol ebbe modo di notarlo e lo introdusse nel mondo artistico. Nei primi tempi della sua giovinezza lui guardava i ragazzi che nelle povere periferie di New-York dipingevano sui muri, dando vita a quella tecnica che ,invadendo in seguito tutti i muri delle città americane e non solo, davano vita alle loro problematiche di emarginati ,e da qui nacque la definizione ‘’Graffitismo,, Anche Basquiat, seguendo il loro esempio, iniziò a dipingere sui muri, ma anche su materiali di recupero e cartoni usati.

 

Come è noto, la situazione dei negri in America era estremamente difficile, soffrivano dei soprusi, delle ingiustizie a cui erano costantemente sottoposti dalla egemonia dei bianchi, si erano create situazioni tristemente note, perfino si davano dei casi che se un nero vincesse in qualche gara agonistica, dovessero non vantarsene. Basquiat cominciò quindi a dare sfogo alla sua rabbia e alla sua frustrazione dipingendo con furia, con insopprimibile slancio e creatività.

Lui si considerava un ‘’Analphabet artist,, ma in realtà possedeva una profonda cultura, quella   di chi aveva sempre osservato il mondo e ne aveva tratto dei messaggi. Ecco quindi che ,nella sua maniera dissacratoria di qualsiasi principio di forma, si introduce nel mondo della musica, del corpo umano, dei vudù, esplora la sua vita e le sue personali esperienze, dipinge e interpreta la sua poetica di writer per diffondere la cultura africana. - La parola aveva per lui un forte significato bivalente, come espressione mentale e grafica. Fu considerato un graffitista come l’altro pittore Keith   Haring , ma in realtà, almeno nella sua seconda esperienza pittorica, lui fu uno dei tanti pittori americani che fecero esplodere nel mondo dell’arte l’Espressionismo astratto,, inteso   a stravolgere le tematiche della vecchia pittura americana, per affrontare nuovi orizzonti.